Venerdì
scorso, 31 maggio ho passato il primo turno con il bravissimo Dr. Nuvola.
Detta
così sembrerebbe un po' come tutti i clown di M'Illumino d'Immenso, hanno
vissuto il loro primo turno nel corso del tempo. Invece sappiamo bene che ognuno
di noi ha la suo proprio imprinting con il sé-clown, e con la realtà
mutevole dell'ospedale.
Arrivo
alle 8 e 15; avevamo fissato al bar, e notare bene, io avevo completamente
dimenticato che il 31, in
quel turno Saverio Tommasi di fanpage, avrebbe girato per il suo documentario
sul clowncare di Santa Maria Annunziata. In effetti lo trovo al bar che
sghignazza con un altro sorridente giovine. Lo tiro per la manica e di colpo,
nausea e secchezza delle fauci. Guardo Nuvola che ancora è in abiti civili e
gli dico che ho nausea: bevi un the. Bevo un the mi ustiono per una qualche
forma di ansia non programmata dai miei neuroni e lo seguo giù agli armadietti.
Notare ancora che non avevo visualizzato come esistente Saverio, che giù inizia
a girare. Sento verosimilmente la voce eco di Nuvola e silenzio, nel bagnetto
ci siamo io il centralinista non vedente ( che quando lo incontrai la prima
volta durante un mercatino, lo afferrai sicura e lo accompagnai dentro
l'ospedale e lui mi dice:"- grazie ma conosco la strada."- E io
non compresi ma poi andando agli armadietti a fine mercatino me lo ritrovo
bellamente postato al centralino - avrei voluto sprofondare ma...- ); e davanti
agli specchi mentre mi facevo il nasino rosso...il centralinista si lava le
mani, alle spalle Nuvola, come ho detto, parla parla parla - m'innesco e inizio
una strana conversazione con il centralinista. Tralascio la misera entrata, e
Nuvola penso per salvarmi dice che non può parlare con la confusione...e io,
olé realizzo tutto d'un botto che siamo in registrazione. E va bene. Mentre mi
da delle nozioni veloci e mi dice che in genere il clown me dopo un quarto
d'ora si mostra, a me si secca terribilmente la bocca...
Si
sale e si entra in sala prelievi: un impatto incredibile. Più che altro sono
rimasta attonita e ben stupita dal Dr. Nuvola che immediatamente come in una
cordata in cui ognuno è legato anzi collegato all'altro vicino di sedia, ogni
cosa diviene leggera e si sporgono testoline di nonne e nonni per guardar bene
cos'è che fa così ridere e chiacchierare in sala prelievi, e poi lì, punto Coumadin
-E Nuvola prosegue e così io mi trovo impalata davanti ad una coppia di nonni.
Parlo si li saluti, si, e divento un vampiro con i canini scoperti e i due denti
assenti, dalla secchezza in bocca che mi coglie. Loro, i nonni, lo vedono così
che dico vado a bere n goccio d'acqua...goccio d'acqua ci pensate allo scherzo
delle parole, comunque entro in bagno e bevo dal rubinetto qualche sorsata.
Rientro mi rimetto a cercare di aspettare come meglio potevo il mio - sé
clown.
Ma
swoctchhh le labbra si incollano alle gengive e io corro ancora in bagno. Penso
che i nonni abbiano detto, altro che un goccio d'acqua... Guardo Nuvola che è
costantemente ascoltato da tutti, e lì comprendo cosa vuole dire nei fatti,
alleggerire la tensione, lo stress, anche con due battute, sempre non casuali
ma sempre fresche, da esser spontanee. Capisco cosa può capitare in ambiente
ospedaliero in attesa di qualcosa che comunque riguarda la salute. E mi rendo
conto che Nuvola non parla e ride solo alle loro figure umane, ma con estrema
cautela e dolcezza, come userebbe, immagino con una bimba o un fiore delicato,
parla alle loro anime, ai cuori e nel sorriso e negli occhi il riflesso del suo
operato si vede, lo vedo. Anche il giornalista Saverio si coinvolge con i lazzi
del capoclown e succede che: a Saverio esce l clown in un quarto d'ora, a
Furetto non se ne avverte l'ombra. Comunque arriva Dott.ssa Gomitolo a
salvarmi. Entra e abbraccia una signora all'ultimo mese di gravidanza, mentre
io sono con Nuvola in dialogo animato con una madre e una figlia adulta che
deve fare la curva glicemica per penose ipoglicemie. La madre è
comprensibilmente stanca di assistere un mare di parenti in problemi di salute,
Nuvola entra in contatto subito con la signora, e le fa comprendere un
complesso modo di agire del Karma e del Dharma. Io a bocca aperta
e..secchissima, tant'è che quando usciamo dalla sale prelievi lo dico e
lui:"-Compra l'acqua!". La cosa più semplice del mondo non l'ho
pensata.
Andiamo
Alla direzione Sanitaria e anche lì ho farfugliato, e non mi sono nemmeno
presentata alla sig.ra Cristina...sorvolo...
Poi
la dialisi. Saverio riprende fuori dal reparto parlando con una infermiera bellissima.
I destini incrociati di tutti noi.
Entriamo
e mentre Nuvola parla con un signore io sento un rumore e vedo un giovane uomo
africano con gli occhi e la bocca coperti dalla mano che mi pare pianga.
"A pelle di leone" gli vado a fianco e in francese (non chiedetemi
perché sapevo che era francofono) invece mi accorgo che ride. Come stai, vengo
dal Senegal, sono 6 mesi che vengo qui, lavoro poco,
parlo francese perché ho vissuto in Francia.
E
alle spalle risuonava carica di humour la voce del fantastico Nuvola:"
Andai giù a Pelle di leone". Lo ripete un paio di volte e mi coglie il
sospetto che lui mi prendesse in giro. Comunque ci salutiamo e io vedo due
anziane donne che pisolano.
Andiamo
a finire il giro. Ho un attimo di crisi nel corridoio, e siccome ero in
attesa del mio clown, ero anche un po' preoccupata, insomma non avrei mai
pensato potesse essere cos', per me, faticoso, emozionante
E
invece mi dice che può essere così. Che non mi devo preoccupare e con voce
dolce ma ferma mi fa: "Non piangere".
E
così insieme ad altre trame di accadimenti nell'ultima ora di servizio, si
ritorna agli armadietti.
Questa
volta non mi metto più a parlare con il centralinista.
Ciao
Furetto