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Il servizio di clowncare viene svolto due volte alla settimana presso i reparti di Pediatria, Dialisi e Sala Prelievi dell'ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri (FI). Il progetto “M'illumino d'immenso” si propone il grande scopo, tramite l'insegnamento agli studenti delle tecniche di clowncare, di formare futuri medici consapevoli che il rapporto umano medico-paziente non sia un optional ma un elemento essenziale per il normale svolgimento della professione medica.
venerdì 4 luglio 2014
27 Giugno 2014
21 Giugno 2014
Come racconterà lei, non era una giornata facile, ognuno con il suo "retroterra" di lacci più o meno pesanti della settimana, le difficoltà ambientali incontrate nei reparti (soprattutto del personale…)...eppure.... con impegno e semplicità la magia arriva anche stavolta....
Siamo arrivati molto presto, ma ci siamo trovati la porta del centralino chiusa. Allora visto che avevo dormito vestito e truccato da Dott. Pasticca abbiamo deciso che io salissi direttamente in sala prelievi, mentre lei si preparava, imbattendomi immediatamente in quell’aria pesa che si respirava, non usuale in sala prelievi, dove al massimo trovi un po’ di indifferenza e pensieri per i fatti loro: la tensione ovviamente si trasferiva dagli operatori anche ai pazienti.
Ecco che vedo un bel pancione con un’altra bambina bellissima, dolce e un po’ scontrosa nella carrozzina…. Ci vogliono un po’ palloncini e, soprattutto, di bolle per sciogliere il ghiaccio e far arrivare i primi sorrisi che si gonfieranno il cuore ancora di più non appena arriva Farfallina con la sua dolcezza e un po’di stick adesivi. Allora mi allontano e posso dedicarmi ad altre persone che sembravano chiuse nel loro mondo ma che poi al primo contatto si gettavano negli abbracci e nei sorrisi. Una ragazzina in particolare, accompagnata dalla madre, sembrava tutta chiusa nel suo mondo ed invece, …… al primo contatto con i pupazzetti dispettosi, ha allargato il suo sorriso e dichiarata la sua profonda paura per quell’ago che doveva affrontare. Con Dott.sa Farfallina allora procediamo con la misurazione della pressione “ridanciosa” e lo strumento in effetti ci indica un po’ di problemi emotivcolicisticopensierosi, convincendoci subito a intervenire con una una cura intensiva di “solletico dell’anima”…. Nonostante il clima un po’ “da trincea”,e qualche mugugno”, la accompagniamo dentro cercando la giusta misura fra la distrazione della ragazza e non forzare troppo la mano con il reparto. Missione compiuta… riusciamo a strappare qualche sorriso anche agli operatori.
Vostro, onorato, Pasticca. Ecco a voi il “volteggio” delle ali di Farfallina…..
Piccolo ostacolo appena arrivati perché il centralino ha aperto alle ore 9 quindi ho dovuto aspettare per truccarmi (ero già vestita e Pasticca già pronto).
Sala prelievi piuttosto piena, si respira tensione che arriva soprattutto dagli operatori e che a catena si riversa sugli utenti.....ho sentito non facile attraversare la barriera della loro rabbia, impazienza nell'attesa, la loro insofferenza e lamentela. Mi giro e una bellissima bambina di due anni mi guarda seduta nel suo passeggino. Mi chiama con gli occhi e .....figurati! Mi tuffo da lei! Aveva già i palloncini di Pasticca, io le ho regalato le mie pine con le farfalle gli adesivi. Che bei sorrisi mi ha regalato! L'abbiamo intrattenuta diverse volte per tenerla serena nell'attesa che la mamma facesse la curva glicemica. Piano piano si svuota la sala e ci avviamo verso la dialisi. Musica e interazione nei corridoi....molto utile e divertente!
In dialisi molti dormono e una brutta notizia ci arriva: U. ha avuto un'encefalite e non ce l'ha fatta. Non so dire come sono rimasta ma posso dire che mi ero affezionata e non dimentico il suo modo gentile e rispettoso degli uomini di una volta. Qualche parola con chi è sveglio e il Furetto che fa colpo sulle infermiere! :) In dialisi l'atmosfera è sempre strana, si avverte spegnimento....non so....pesante!
Ringrazio sempre il mio tutor Pasticca, sempre incoraggiante e "tranquillizzante"!!!!!
14 Giugno 2014
scopriamo che è un giornalista e scrittore, in procinto di pubblicare una raccolta di suoi scritti e aforismi. Gli lasciamo anche l'indirizzo della nostra pagina facebook, così che possa mandarci qualcosa di suo. Mentre parliamo con lui, intrecciamo il discorso anche con due signore davanti (ecco la vera bellezza dell'essere clown, non solo entrare noi in contatto con le persone, ma spesso essere anche un tramite per invogliare le persone a parlare fra loro), la Signora R. e sua figlia. La signora parla con noi apertamente, senza timore di svelarsi, e la vediamo sotto diverse sfaccettature del suo carattere, dolce, forte, testarda, e con tante cose belle dentro, sicuramente una signora con delle esperienze di vita particolari. Ci dice di essere una maestra, e parliamo di come in questi tempi, anche nelle professioni che si basano sull'interazione con l'altro e sul prendersi cura, dominano
l'indifferenza e la rabbia, che talvolta si trasformano in violenza. Nell'uscire dalla sala prelievi vediamo una signora che legge un libro: è il libro che da settimane sta sul comodino di Arancina, senza essere mai letto! (Memorie di Adriano era il titolo? non mi ricordo) Lo prendiamo come un segno: Arancina deve leggere quel libro! Andiamo in psichiatria, che mai mi era capitato di vedere così ronfante. Ce ne andiamo ai tavolini, aspettando che si alzi qualcuno, nel frattempo scambiamo due parole con un'infermiera
tirocinante. Vediamo arrivare una signora che si siede in terrazza e andiamo subito da lei. La signora N. non vuole parlare di sé, lo si vede subito, addirittura non vorrebbe nemmeno dirci il suo nome. Quando le chiediamo perché si trova lì ci risponde "perché sono troppo buona" e per quanto fosse un modo per sviare il discorso, penso che ci sia un fondo di verità. Sarebbe stato interessante scoprire di più su di lei, ma non insistiamo, e teniamo il
discorso sul generico. Ci dice di aver lavorato alla vendita di scarpe, e di avere una passione per le ciabatte; ci fa vedere delle ciabatte arabe, di quelle con il ricciolino sulla punta. Sembra molto interessata ai vari orpelli sulle nostre divise clown, quindi le regaliamo qualcosa: io la foca di peluche, e Arancina una spilla. Solo dopo ci ricordiamo che non si dovrebbe fare regali a chi sta in psichiatria perché possono essere pericolosi, quindi lo diciamo all'infermiera e lei li tiene da parte: li restituirà alla signora al momento delle dimissioni. Infine andiamo in dialisi: anche qui dormono tutti, ma noi andiamo dall'infermiera Letizia che ci da i bulbi di zafferano da piantare in agosto sul vialetto che va verso il pronto soccorso. Ci fermiamo un po' a parlare con lei e con E. di piante e giardinaggio, e Arancina ci racconta l'aneddoto dell'oleandro annaffiato con la varichina. In definitiva, forse uno dei turni migliori che abbia fatto finora, sia perché mi sento più sicura rispetto all'inizio, ma anche e soprattutto perché mi sono trovata molto bene con Arancina, e sono contenta di aver avuto l'occasione di passare una mattinata con lei!
lunedì 16 giugno 2014
13 Giugno 2014
